Le torride estati che ci hanno accompagnato negli ultimi anni ci hanno fatto prendere coscienza di quanto sia importante la relazione tra malattie e clima. La cronaca ci ha drammaticamente ricordato come l’eccesso di calore possa rappresentare per i portatori di varie malattie un evento di gravissima portata e potenzialmente fatale per i Pazienti più fragili.

Per fortuna, salvo per situazioni del tutto particolari, le malattie delle vene non comportano rischi per la vita, ma sicuramente possono peggiorarne molto la qualità.

Da sempre ogni primavera gli studi medici e gli ambulatori di angiologia e chirurgia vascolare si affollano di pazienti che accusano sintomi alle gambe riferibili in qualche modo a un quadro di insufficienza venosa. In flebologia il problema climatico non è certo di secondaria importanza. Non dobbiamo dimenticare infatti che la pelle delle nostre gambe, così come quella di tutto il nostro corpo, si comporta come un enorme radiatore che in estate tende a disperdere calore grazie proprio alla ricca vascolarizzazione presente subito sotto la sua superficie. Nei mesi caldi quindi ci si deve attendere una maggiore congestione del sistema venoso superficiale che nei portatori di insufficienza venosa cronica darà di conseguenza più sintomi.

Oltre al clima atmosferico, ormai esercitano una pesante influenza anche le condizioni climatiche dell’ambiente domestico e lavorativo (eccesso di riscaldamento invernale, condizionamento estivo), situazioni di prolungata stazione eretta o seduta, abitudine all’attività fisica o sedentarietà, presenza di altre malattie concomitanti…

 

Ma quali i sintomi più frequentemente accusati?

Pesantezza e senso di calore, accompagnati da considerazioni di tipo estetico, sono più frequenti nella donna, sedentaria, sovrappeso, di età più avanzata. La residenza in regioni calde sembra comunque aumentare la prevalenza di segni e sintomi.

Le prospettive climatiche globali purtroppo non sembrano porci speranze di miglioramento della situazione nei prossimi anni. Probabilmente dovremo aspettarci estati sempre più estreme con eccezionali eventi climatici improvvisi.

La prevenzione in flebologia rimane in questa prospettiva l’unica arma di un certo rilievo. L’attività fisica – il famoso “usare le gambe” – e il mantenimento o il raggiungimento del peso ideale sono alla base di ogni eventuale successiva decisione terapeutica.

La somministrazione di farmaci attivi sul sistema venoso e la prescrizione di una calza elastica a compressione graduata che tenga conto di questi problemi consentendone eventualmente l’uso anche e nonostante il caldo per esempio grazie a tessuti particolarmente traspiranti.