Dottore, mi fanno male le gambe! Quasi a ogni seduta ambulatoriale ci si sente ripetere questa frase, spesso pronunciata da signore un po’ robuste che si approcciano alla scrivania con la tipica andatura resa difficoltosa da gambe di aspetto e dimensioni colonnari!

Il sovrappeso e l’obesità, da  sempre associati alla ridotta mobilità e all’ alimentazione scorretta, sono fattori di rischio per lo sviluppo di malattie vascolari.

Il sovrappeso, inteso come aumento della circonferenza dell’addome – 102 centimetri per i maschi, 88 per le donne -, gli  aumentati livelli di glicemia – superiore a 110 mg/dl -, i valori di pressione superiori a 130/85 mmHg, i trigliceridi superiori a 150 mg/dl, il colesterolo HDL  – quello “buono” – inferiore a 40 mg/dl: sono questi gli elementi che caratterizzano la cosiddetta sindrome metabolica, ossia quella particolare condizione clinica  che concorre ad aumentare la possibilità di sviluppare patologie a carico dell’apparato cardiocircolatorio, oltre che diabete.

Ma proviamo a dare qualche definizione di queste condizioni, in modo semplice e chiaro.

Il sovrappeso indica generalmente un eccesso di peso rispetto agli standard fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. È un problema diffuso in tutte le fasce della popolazione: siamo, purtroppo, tutti abituati a acquistare molto cibo e a muoverci poco. Paradossalmente, vi è anche una relazione tra peggioramento dello stato economico e aumento del peso, dovuta alla scelta di cibi meno nobili e più ricchi di grassi.

L’obesità, invece, secondo la definizione fornita dalla stessa OMS è una patologia cronica caratterizzata da un accumulo eccessivo o anormale di tessuto adiposo che può influire negativamente sullo stato di salute, causando un incremento della possibilità di sviluppo di malattie e della mortalità delle persone che ne sono portatrici.

Il numero degli obesi  è in rapida crescita: da dati pubblicati risulta che nel mondo oltre 1 miliardo di persone adulte sia in sovrappeso e circa 310 milioni siano obese. Anche in Italia l’obesità rappresenta un fenomeno in preoccupante aumento: oltre il 35% circa degli adulti, infatti, è in sovrappeso e il 10% circa è obeso. È sempre In Italia, inoltre, che si registra il record europeo di obesità infantile, con il 36% dei bambini che è in sovrappeso e il 10-15% che è obeso.

Il Body Mass IndexBMI – o Indice di Massa Corporea – IMC –   è il parametro più utilizzato per ottenere una valutazione generale del peso corporeo. Mette in relazione, con una semplice formula matematica, l’altezza e il peso di un soggetto.

Si ottiene dividendo il peso del soggetto, espresso in kg,  con il quadrato dell’altezza, espressa in metri. Il risultato di tale formula classifica il soggetto in un’area di peso che può essere: normale – sottopeso – sovrappeso – obesità di medio grado – obesità di alto grado.

BMI                CONDIZIONE

< 16.5             GRAVE MAGREZZA

16-18,49         SOTTOPESO

18.5-24,99      NORMOPESO

25-29,99         SOVRAPPESO

30-34,99         OBESITÀ CLASSE I (lieve)

35-39,99         OBESITÀ CLASSE II (media)

40                    OBESITÀ CLASSE III (grave)

Ormai è possibile calcolare online senza difficoltà il proprio BMI e rendersi conto della propria condizione in diretta: tanto per fare un esempio, se si è alti 1,70 m e si pesa 60 kg, per calcolare il BMI bisognerà eseguire la seguente operazione:  60: (1,70)2 = 60: 2,89 = 20,76.

Se confrontiamo il risultato ottenuto con la tabella indicata, vedremo che si è assolutamente normopeso!

Qualche anno fa abbiamo studiato la popolazione di un paese della Brianza: il  BMI è risultato maggiore di 25  – classificandole dunque come persone sovrappeso – nel 42% circa dei soggetti di età compresa tra 40 e 69 anni, nel 36% dei soggetti più giovani e nel 26%  dei soggetti di età superiore a 70 anni; fra questi ultimi, tuttavia, era in sovrappeso il 71% di coloro che aveva già sofferto di una malattia vascolare. Si è in tal modo evidenziata una diffusa, ridotta attenzione alla prevenzione,  che ha trovato conferma anche nei soggetti malati. Dati sovrapponibili si sono rilevati, inoltre, riguardo alla presenza di criteri indicativi di sindrome metabolica, presenti nel 16% circa della popolazione, ma in oltre il 46% di chi aveva già subito in passato una patologia di ordine vascolare!

Ma quali sono le malattie che si possono manifestare in conseguenza del sovrappeso?  Quando ad essere interessate sono le coronarie, le carotidi, l’aorta e le arterie degli arti inferiori si possono verificare angina pectoris, infarto, ictus cerebrale, dilatazioni dell’aorta e la famosa malattia delle vetrine, tutte causate dal deposito di grassi – le cosiddette placche – nelle pareti delle arterie stesse.

Sul versante venoso, invece, l’accumulo dei grassi contribuisce alla sensazione di pesantezza degli arti e concorre a peggiorare l’efficienza del circolo riducendo la capacità di camminare, fondamentale per migliorare l’efficienza del ritorno venoso.

Ancora, il sovrappeso e l’obesità sovraccaricano e peggiorano la funzionalità delle articolazioni della caviglia e delle ginocchia, causano cedimento della volta plantare del piede – il piede piatto – ed interferiscono col movimento e il cammino in un circolo vizioso che si autoalimenta.

A peggiorare ulteriormente il quadro interviene l’insufficienza linfatica. I vasi linfatici normalmente si occupano di trasportare parte dei liquidi che fuoriescono dai vasi, ma non sono in grado di aumentare di molto le loro capacità di trasporto; di conseguenza si verifica un accumulo di acqua  – l’edema – nella periferia, in particolare nelle gambe, che spesso viene confuso con la ritenzione idrica.

Molte delle alterazioni descritte inizialmente non danno sintomi – o ne danno di scarsa entità – e sono in principio reversibili. Tuttavia, quando viene superata una certa soglia critica, diventano sintomatiche, irreversibili e, purtroppo, spesso invalidanti.