Dall’inizio dell’anno abbiamo assistito a un’ondata di notizie false che sfruttano la paura e l’incertezza del pubblico riguardo alla pandemia di coronavirus (COVID-19). Ciò include sia la disinformazione (false informazioni condivise da individui disinformati o fuorviati) che la disinformazione (false informazioni condivise con l’intenzione esplicita di fuorviare deliberatamente il proprio pubblico). Poiché i protocolli di blocco iniziano ad allentarsi nel Regno Unito e all’estero, si prevede che COVID-19 rimanga un argomento maturo per lo sfruttamento.

A differenza degli eventi locali o regionali, come le elezioni politiche, che in precedenza erano stati obiettivi di fake news, c’è un pubblico globale alla ricerca di informazioni sulla pandemia COVID-19. E i criminali si sono affrettati a sfruttare le intense emozioni che derivano dalla parola pandemia. La diffusione di fake news, soprannominata “infodemia” dal capo dell’Organizzazione mondiale della sanità, è particolarmente preoccupante dato che si tratta di una crisi sanitaria globale e la diffusione di dati falsi potrebbe avere un impatto diretto sul benessere delle persone. Tali campagne possono anche trarre vantaggio dal fatto che esiste un terreno fertile per la diffusione di notizie false, data l’interruzione mondiale e il numero di incognite che rimangono intorno al modo migliore per controllare e trattare COVID-19.

Misinformazione

Da un lato, abbiamo visto la disinformazione condivisa online sotto forma di consigli o statistiche fuorvianti, diffusi da individui forse ben intenzionati ma male informati. Potrebbero essere i governi a rilasciare dati distorti, forse per proteggere i loro cittadini dalla reale portata dell’impatto della pandemia – o forse perché non sono disponibili dati affidabili. Indubbiamente c’è stata una proliferazione di notizie false, guidate in gran parte dal pubblico stesso. Le false informazioni che circolano online hanno incluso affermazioni su potenziali cure per COVID-19, origini dell’epidemia e risposte delle autorità alla pandemia. Molteplici piattaforme di social media, tra cui Facebook, Twitter e YouTube, hanno cercato di rimuovere contenuti fuorvianti.

Nel Regno Unito, ad esempio, le teorie del complotto mal informate che collegano il lancio della tecnologia 5G alla diffusione della pandemia si sono intensificate nella misura in cui si dice che le infrastrutture di telecomunicazioni siano state attaccate e il governo del Regno Unito è arrivato al punto di emettere una confutazione di queste false affermazioni.

Per questo motivo è opportuno cercare di proteggersi informandosi solamente su siti di settore autorevoli o testate giornalistiche con una certa autorevolezza  oppure i quali hanno lo scopo dichiarato di combattere le fake news come questo qui.

Disinformazione

D’altra parte, stiamo assistendo a una disinformazione malevola apparentemente intenzionale volta a perturbare l’ordine pubblico o manipolare un’agenda, capitalizzando gli eventi recenti. Ciò è reso più pericoloso a causa della velocità con cui le notizie false si diffondono durante una crisi, sui social media o sulle piattaforme di messaggistica, raggiungendo un numero maggiore di persone prima che possano essere contestate o contrastate. Tuttavia, quando si discute di disinformazione, è anche importante tenere presente che i contenuti dei media filogovernativi non indicano necessariamente una campagna sistemica e coordinata per sovvertire una narrazione.

Alcuni di questo tipo di attività di disinformazione fino ad oggi hanno incluso:

  • media filogovernativi che trasmettono contenuti a tema cospirazione destinati a un pubblico nazionale e straniero, in particolare sull’origine dell’epidemia;
  • l’uso di account bot per diffondere false informazioni sulla pandemia; e,
  • l’uso di COVID-19 come tema nelle campagne di phishing, per compromettere le vittime e infiltrarsi nelle organizzazioni.

Le minacce rimangono

Sebbene COVID-19 continuerà probabilmente ad avere un impatto sulle aziende per molti mesi, nel frattempo altre minacce informatiche non si sono dissipate. È quindi importante mantenere la visibilità dell’intero panorama delle minacce, poiché per molti criminali informatici o attori delle minacce, è stato in gran parte come al solito. Li abbiamo persino visti rilasciare nuovi strumenti e ampliare il loro targeting nel periodo.