Trigliceridi e Colesterolo : Quando sono alti?

Colesterolo e Trigliceridi Alti sono un problema per la nostra salute. Vediamo di capire quando Trigliceridi e Colesterolo sono alti e cosa fare.

Trigliceridi: Cosa sono e a cosa servono?

I trigliceridi sono un’altra forma di grasso presente nel sangue, e sono la forma principale in cui i grassi compaiono in natura.

Derivano dal cibo e sono in parte formati all’interno dell’organismo.

Tra le cose importanti da sapere per cosa sono i trigliceridi è che rappresentano un’importante fonte di energia per tutto l’organismo.

Quando aumentano i trigliceridi?

I trigliceridi possono essere elevati a causa di una predisposizione ereditaria. Un’altra causa che porta per i trigliceridi valori elevati è rappresentata da una dieta ricca di grassi e, in alcuni casi, di alcool.

A quali rischi espongono i Valori trigliceridi alti?

I trigliceridi alti, a differenza del colesterolo, non favoriscono direttamente la formazione delle placche aterosclerotiche. Essi, però, sono spesso associati ad elevati valori di colesterolo totale e LDL, e a bassi livelli di colesterolo HDL. In ogni caso, valori elevati di trigliceridi rappresentano un importante fattore di rischio per malattie cardiache, diabete, obesità….

Quando si considerano alti i valori colesterolo e trigliceridi?

I valori colesterolo totale possono rientrare in una di queste categorie:

  • Minore di 200 mg/dl: valori ottimali colesterolo totale.
  • Compreso tra 200 e 239 mg/dl:Colesterolo valori con limite superiore.
  • 240 mg/dl e oltre: colesterolo valori alti.

Con valori di colesterolo totale inferiori a 200 mg/dl, se non sono presenti altri fattori di rischio, la possibilità di un attacco di cuore è molto bassa.

Anche in questi casi, comunque, è opportuno seguire una dieta a basso contenuto di colesterolo. Il controllo del colesterolo totale e del colesterolo HDL andrà effettuato entro 5 anni. Avere per il colesterolo totale valori compreso tra 200 e 239 mg/dl espone al doppio del rischio di un attacco di cuore rispetto a chi ha per il colesterolo valore ottimale con appunto valori inferiori a 200 mg/dl. In questi casi è però importante valutare la presenza o meno di altri fattori di rischio.

I più importanti sono:

  • Età: Uomini: 45 anni o più.
  • Età: Donne: 55 anni o più, oppure menopausa precoce senza terapia ormonale sostitutiva.
  • Storia familiare di coronaropatia,
  • Fumo,
  • Ipertensione arteriosa,
  • Colesterolo HDL inferiore a 35 mg/dl,
  • Diabete.

In presenza di due o più fattori di rischio, oltre a modificare la dieta e lo stile di vita, saranno necessari ulteriori accertamenti. Un colesterolo totale superiore a 240 mg/dl è decisamente alto. Il rischio di attacco cardiaco è molto alto e sono senz’altro necessari altri test. E’ necessario pertanto rivolgersi al proprio medico.

Il colesterolo HDL è compreso tra 40 e 50 mg/dl nell’uomo e tra 50 e 60 mg/dl nella donna. Valori inferiori a 35 mg/dl sono eccessivamente bassi.

Fumo, sovrappeso e vita sedentaria sono la causa più frequente di bassi valori di colesterolo HDL. Il colesterolo LDL è un ottimo indicatore del rischio di attacco cardiaco, ancora meglio del colesterolo totale.

Valori inferiori a 130 mg/dl sono ottimali, valori compresi tra 130 e 159 mg/dl sono ai limiti alti. Un colesterolo LDL di 160 mg/dl o più è decisamente alto.

I livelli di trigliceridi si possono così classificare:

  • Meno di 200 mg/dl: normali.
  • 200 – 400 mg/dl: limiti alti.
  • 400 – 1000 mg/dl: alti.
  • Più di 1000 mg/dl: molto alti.

 

Come ridurre colesterolo e trigliceridi alti?

La terapia dell’ipercolesterolemia si basa anzitutto sulla correzione della dieta. Questa dovrà essere povera di colesterolo e di grassi saturi. Anche la correzione della sedentarietà può contribuire a ridurre i valori del colesterolo.

Nei pazienti affetti da ipercolesterolemia familiare è quasi sempre necessario associare una terapia farmacologica, che è invece raramente necessaria se il problema è legato ad una errata alimentazione.

La cura principale delle ipertrigliceridemie è il cambiamento dello stile di vita: abolizione del fumo e, spesso, dell’alcool, dieta povera di colesterolo e di grassi saturi, attività fisica regolare.

Nei pazienti resistenti a questi interventi possono essere utilizzati alcuni farmaci, come l’acido nicotinico o i derivati dell’acido fibrico.

I farmaci utilizzati per la terapia delle dislipidemie vengono classificati in base al meccanismo d’azione.

Si distinguono pertanto tre classi principali di farmaci per contrastare trigliceridi e colesterolo alti:

  1. farmaci che promuovono l’eliminazione dal sangue del colesterolo LDL.
  2. farmaci che ne inibiscono la produzione a livello del fegato (acido nicotinico).
  3. farmaci che potenziano l’attività della lipasi lipoproteica, un enzima in grado di operare la lisi dei trigliceridi (derivati dell’acido fibrico).